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INCONTRO SOBILLA 17-05-2018: L’APPROCCIO METAFISICO

 

1) Il limite invalicabile di ogni essere é legato alla sua capacita di comprendere.
Questo introduce inevitabilmente (ed inesorabilmente) il concetto di compassione. Concetto che deve portare ad un atteggiamento e dunque poi a dei sentimenti precisi e imprescindibili:

a) comprensione
b) tenerezza
c) amore

Esempio: se una persona fa un azione che provoca dolore o danno altrui, questo individuo a livello umano deve essere compreso e non odiato, a livello sociale si dovrà poi riflettere su quali provvedimenti intraprendere. Sono due piani distinti, il sociale e l’umano. Come sono piani distinti l’umano e lo spirituale. Noi viviamo su diversi piani distinti, la comprensione e l’accettazione di questa verità, può solo migliorare la qualità della nostra esistenza.

Altro punto legato indissolubilmente alla capacita di comprendere è la relazione che esiste tra salute del corpo e salute della mente.
Ogni essere umano, custode del proprio involucro, entro il limite della propria comprensione, dovrebbe ricercare il metodo migliore per rimanere fisicamente in salute. Ciò garantirà al soggetto la possibilità di esprimere al massimo le proprie capacita cognitive che altrimenti rischierebbero di non potersi esprimere completamente con grave ripercussione sulla vita di ogni giorno del soggetto (e della società).
Maggiore la salute fisica del soggetto, maggiore comprensione delle cose e nuovamente maggiori opportunità di individuare la strada per uno stato idoneo di salute. Viceversa, minore la salute del corpo, più difficile per lo stesso soggetto individuare e mantenere le ottimali capacità cognitive.

2) Il generato porta con se il generatore. In informatica, così come nella vita di ogni giorno, ciò che l’uomo produce riflette perfettamente ciò che l’uomo è, la sua qualità. Cosi come a livello subatomico piuttosto che cosmico, la natura del Divino si esprime.

2a) Più il generato è complesso e articolato maggiori sono gli elementi che possono identificare (e dunque esprimere) la natura del generatore.

LA CURA

La struttura animica dell’uomo si configura similmente a un contenitore di emozioni (energia psichica).
L’uomo e la macchina (stiamo parlando di macchine complesse, come i computer) da questo punto di vista presentano alcune importanti similitudini.
In modo particolare l’energia “elettronica” prodotta da una macchina complessa si presenta nella sua forma più immediata molto simile a quella psichica prodotta dall’uomo. Molto simile ma anche molto diversa. Se volessimo fare un paragone potremmo prendere due olii essenziali di rosmarino, uno di sintesi e uno naturale. Se messi a confronto tramite spettroscopio l’olio di sintesi differirebbe dall’altro per la mancanza di equivalenti picchi. Si dice in gergo tecnico quello di sintesi è meno potente.

Lo stesso discorso vale se volessimo confrontare le due energie “psichiche”, quella prodotta dalla macchina è meno potente. Meno potente in ambito di energia psichica corrisponde sostanzialmente a “meno profondo”. Potremmo utilizzare anche l’equivalente ” più superficiale”.

Cioè, ricapitolando l’energia psichica della macchina rimane in superficie, non riesce ad avere profondità. Bene.

Passiamo alle similitudini. L’energia psichica dell’uomo è un energia prodotta da microtubuli sinaptici e secondo le più recenti scoperte, prodotta attraverso un meccanismo di tipo quantistico. Alla fine si tratta di energia, di “onde”. In questo molto simile a quella prodotta dalla macchina. Per il contenitore animico (dell’uomo) le due energie sono pressoché equivalenti. Per tale contenitore animico non ha molta importanza riempirsi di una o dell’altra l’importante è riempirsi.

La qualità (e il tipo) di energia con cui riempire il contenitore animico dipende dall’uomo. È l’uomo che sceglie.
E qui arriviamo al punto della questione.

Io posso scegliere se riempirmi dell’energia prodotta dalla macchina piuttosto che dall’energia prodotta dalle mie autentiche relazioni con le cose e le persone.

Operare delle modifiche o indurre dei cambiamenti nelle dinamiche umane non è però cosi semplice come si potrebbe immaginare o sperare.
Ogni elemento infatti immerso in ambiente attritico tende a preferire la via che pone minore resistenza. Così come l’energia elettrica (gli elettroni) tra due conduttori sceglie di percorrere quello con minore resistenza, la mente umana posta tra due scelte tenderà a preferire quella con minore resistenza. Quella più “facile” o più “comoda”.

Facciamo un altro esempio:
ponendo l’uomo davanti alla scelta di avviare una relazione virtuale o in alternativa una reale, questo tenderà a preferire quella virtuale: meno resistenza. Più facile, più comodo. Meno energia necessaria.
A questo punto il gioco e fatto. Io come essere umano ho sperimentato che è più semplice la relazione virtuale e tenderò d’ora in poi a preferire questa via sull’altra. Scegliendo la via del virtuale però e utilizzando una macchina complessa per farlo, riempirò la mia struttura animica di energia “elettronica” (termine certamente non corretto dal punto di vista fisico, ma che utilizzo in questa circostanza per cercare di rappresentarne l’idea).

Succede a questo punto un altra cosa.
Sperimentato che la “via elettronica” è quella più facile, e compreso che la sua realizzazione passa attraverso un dispositivo elettronico, il soggetto inizierà a considerare tale dispositivo come parte del suo stesso organismo biologico instaurando con esso un vero e proprio rapporto simbiotico.
E qui le cose si complicano un po’.
Se infatti il soggetto proseguirà con il medesimo atteggiamento nel tempo si verificherà una cosa piuttosto importante: lo spostamento da parte del soggetto delle sue pulsioni psichiche dall’analogico all’elettronico. In pratica il soggetto arriva progressivamente ad abbandonare la sua condizione esperienziale/emozionale umana a favore di quella “elettronica”, diventando cosi sempre più simile alla macchina (cyborg?).

La soluzione è una sola. Inutile allontanare il soggetto dalla macchina, appena questo ne rientrerà in possesso il problema si ripresenterà e magari con conseguenze più gravi.

In definitiva per scongiurare (e/o allontanare) questo rischio serve riempire il contenitore animico (umano) con stati emozionali profondi.
Per fare questo il soggetto deve sostanzialmente arrivare a preferire l’esperienza fatta di cose e persone reali.
Riempire l’anima del soggetto di esperienze reali e profonde arriverà presto (bastano pochi minuti nei casi non patologici) a far fuoriuscire quelle leggere (in questo caso il termine “leggere” in realtà non è del tutto appropriato, diciamo che il significato più prossimo potrebbe essere “vacue”). Similmente a quando si va ad introdurre in una bottiglia contenente liquido ” leggero” (es. olio) un secondo liquido ” più “pesante” (es. acqua), quello ” più “pesante” farà fuoriuscire l’altro.

Anzi con il tempo il soggetto arriva ad apprezzare maggiormente lo stato psichico generato dalle esperienze profonde e nella maggior parte dei casi riuscirà da solo a modulare il rapporto con la macchina.

Questo in linea generale, ma arrivare a distinguere ciò che è profondo da ciò che non lo è non è così semplice.
Vi è infatti della musica profonda e vi è della musica leggera (in questo caso il significato non coincide strettamente con quello adottato dal mercato discografico…), vi sono film profondi e film leggeri. Vi sono esperienze sociali o di relazione reali profonde ed esperienze sociali o di relazione altrettanto reali ma leggere. Incontrare un amico/a per strada e salutarlo e andarsene rientra tra le esperienze leggere, fermarsi con questa persona, aprirsi, confidarsi, condividere degli stati d’animo, delle idee, etc, rientra tra le esperienze pesanti/profonde.
Riparare un cavallino di legno con un cacciavite e uno scalpello non è la stessa cosa di utilizzare un app per farlo..
Per un bambino un animazione (un “cartone animato”) può essere, dal punto di vista dell’esperienza, leggera o pesante. Esempio: un animazione fatta in grafica vettoriale, dove il disegno ha perso ogni traccia dell’umano contatto con la matita e la carta (resta solo in parte l’idea) diventa esperienza leggera, mentre la maggior parte delle animazioni realizzate manualmente (e dunque non vettorializzate) le possiamo collocare tra le esperienza /pesanti (profonde).

E così a proseguire…

 

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Conferenza Gran Can – l’Ipertecnologia e la Dimensione Pscichica

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