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’68 LAST CHANCE

 

’68 LAST CHANCE

Pazzi, tutti impazziti in “quel 1968”?
Nuove generazioni senza arte ne parte, con la voglia di non fare un cazzo e tantomeno di impegnarsi in qualcosa di concreto. Volevano solo far casino!
…oppure cosa?
Giovani che mettevano a repentaglio quotidianamente la loro stessa vita durante gli innumerevoli scontri con le forze dell’ordine, nel tentativo disperato di cambiare qualcosa, ma cosa?
Nuove forme espressive, nell’arte, nella ,musica, nelle scienze, etc.
Nuove ideologie, nate pacificamente, poi represse e trasformatesi in vera e propria guerriglia civile con vere azioni terroristiche come per le brigate rosse in ItaIia, l’IRA in Irlanda, in America l’assassinio di Robert F. Kennedy e gli attentati a opera dei militanti di sinistra radicale come Jane Alpert, etc..
Ma cosa stava accadendo? Cosa è successo e cosa è rimasto?

PREMESSA

Perché sento il bisogno di affrontare questo argomento a distanza di anni, visto e rivisto in tutte le salse, trito e ritrito? Perché ci è sfuggito qualcosa di importante, di molto importante, che sta alla base della imminente fine di questa nostra civiltà.

Negli ultimi anni mi sono imbattuto in alcuni documenti dell’epoca che contestualizzati mi hanno fatto riflettere. Mi hanno permesso di rileggere il passato, dare un significato diverso al presente, in particolare alla luce di quello che sta accadendo oggi.

LA STORIA

La seconda guerra mondiale.
La crisi economica e dunque sociale (per certi versi analoga a quella contemporanea) in cui versava la Germania poco dopo i primi del ‘900.
La nascita del fascismo con Hitler come risposta definitiva e totale al problema.

Un mondo che stava abbandonando rapidamente e definitivamente il suo profondo rapporto con la terra e la natura e stava diventando sempre più tecnologico.
Le persone che abbandonavano i ritmi dell’agricoltura per abbracciare il miraggio tecnologico e i suoi ritmi industriali. Ma l’industria si sa è progresso e come tale procede veloce e inesorabile per la sua strada, non aspetta nessuno. Nessuno si può attardare, pena la sua esclusione definitiva dal sistema.

E allora serve produttività,  efficienza e massimizzazione della produttività, dei profitti e dei ricavi, minimizzazione dei tempi, dei costi e delle perdite.
Chi è con noi si salva, chi è contro di noi deve sparire! Non abbiamo tempo per gli scrupoli!

Gli Ebrei! Cosa avevano gli Ebrei che non andava (serviva agli ariani un argomento convincente)? Questi decidevano chi doveva stare dentro e chi invece doveva stare fuori. Perché avevano le risorse economiche, il capitale! E questo agli “ariani” non andava, volevano essere loro a decidere. Volevano essere loro titolari del capitale. Avevano compreso che il potere industriale passava dal poter economico e militare ed allora la guerra. Poi alla fine vinsero gli ebrei e le industrie americane. Punto.

E poi venne il Vietnam e il comunismo! Una nuova linea ideologica che rischiava di mettere in crisi il modello americano, assolutamente da contrastare!

Ma dove sta il capitalista nel “Il Capitale”? Eh, non si trova proprio! Ma che fine farà l’industria e il suo spregiudicato imprenditore? E la finanza moderna? Eh, di certo una brutta fine!

È allora, via ad una nuova guerra (in Vietnam con le bombe al napalm, in America attraverso i media di allora).

Dovevano impedire che questa nuova ideologia sovversiva e neocapitalistica, ostile anche alla visione religiosa contemporanea nei fatti basata su concetti e comportamenti spregiudicatamente capitalistici, prendesse piede e arrivasse a sostituirsi a quella imperante! C’era già stata una seconda guerra mondiale e l’America già si era spesa, forte della sua superiorità militare, nel consolidare le proprie regole economiche e sociali. Oggi globali.

“1968”
E qua succede qualcosa di molto importante e di molto profondo. Succede che nelle nuove generazioni sorge un moto spontaneo di rifiuto della società contemporanea (di allora), cioè di tutto quanto descritto appena sopra!

Attenzione però, il rifiuto non è un rifiuto generale e indefinito. È in realtà la non accettazione di un modello culturale, ideologico, spirituale, economico, politico, preciso. Qui le nuove generazioni prendono le distanze con le “vecchie generazioni”, con quelle generazioni che le hanno precedute e che non hanno saputo costruire le basi per una società migliore (vedi sopra) dove vivere in armonia tra gli esseri umani. Ed ecco che molti se ne vanno in India nel disperato tentativo di trovare quello che manca nella civiltà occidentale per riappropriarsene e magari un giorno per riportare gli stessi principi “a casa”. Il rifiuto non riguarda l’essere umano in se, ma il suo comportamento e le sue scelte. Ecco che vi è un ritorno alle comunità,  alla terra, anche da un punto di vista rurale/agricolo, ma sempre con una forte attenzione allo Spirituale. Le chiese non c’entrano in tutto questo. Le chiese non hanno mai saputo veicolare il messaggio spirituale e di questo le nuove generazioni (di allora) ne erano ben consapevoli. Le chiese, rappresentanti dello spirito politico-finanziario contemporaneo in terra, avevano fallito, come tutto il resto. Serviva riscrivere le regole, semplicemente.

E le regole erano semplici: pace, amore e libertà.

Tutto ciò che mancava in quel momento, e soprattutto tutto ciò che sarebbe mancato sempre di più nel loro prossimo futuro (e nel nostro presente). E questo le nuove generazioni di allora lo avevano ben compreso.
Ed ecco che nascono movimenti spontanei fatti da giovani che non credono nei fondamenti sociali preimposti.  Non credono nel lavoro, nell’industria, nella finanza, nella proprietà privata, nella religione, nella velocità e nella tecnologia. Credono nell’amore tra gli esseri umani, natura e spirito. Credono nell’ozio, nel sesso, nella poesia, nella musica ..e nelle droghe! In una droga in particolare, nell’LSD. Quasi dimenticata ai giorni nostri…

Ma cos’era l’LSD? Scoperto il principio attivo dalla proteina di un fungo parassita della segale (pane di segale) e sintetizzato nei Laboratori Sandoz di Basilea nel 1938 con il nome di “dietilammide-25 dell’acido lisergico”  dal chimico Albert Hofmann, all’inizio non era altro che una delle diverse ricerche sugli alcaloidi e le proprietà psichedeliche dell’LSD non vennero riconosciute fino al 1943 grazie ad un piccolo incidente di laboratorio. Scoperte le proprietà nel 1947, la Sandoz (ora Novartis) lo mise in commercio come farmaco, così durante gli anni ’50 l’LSD cominciò a diventare popolare in alcuni circoli a scopo ricreativo per poi esplodere con la cultura hippie. Alcuni studiosi, in particolare Timothy Leary e Richard Alpert si convinsero che l’LSD potesse avere altre applicazioni oltre a quelle cliniche, rappresentare cioè un importantissimo mezzo di crescita ed esplorazione spirituale. In poco tempo divenne lo strumento elettivo di ogni giovane di allora, per giungere attraverso la via più breve alla nuova condizione esistenziale: pace, amore e libertà.
Proprio quei principi contrastati dalla società dello sviluppo economico e industriale.

Minimizzare e liquidare la questione, trattando l’LSD alla stregua di una comunissima droga, evidenziando solo gli aspetti negativi, fu compito di tutti i mass media al servizio di ogni forza politica di allora.
Ma l’LSD era ben altro l’altissimo livello raggiunto dalle della musica di allora, dalle poesie, degli scritti e dell’arte in generale, fu permesso nella maggior parte dei casi solo grazie all’uso dell’LSD.

Tuttavia l’LSD non era e non è solo questo, ma molto di più.

L’LSD essendo uno psicotropo con effetti molto simili a quelli della mescalina (sostanza naturale contenuta in un altro fungo, il Peyote), è in grado di “staccare” momentaneamente l’anima dal corpo fisico (se vi serve un chiarimento sul significato del termine “anima” consultate qualche testo del professor Allan Kardec – 1804/1869). Questo tipo di meccanismo produce a sua volta degli effetti molto profondi a livello psicologico e duraturi nella coscienza del soggetto.

Forse é un po’ difficile da spiegare a parole, e certamente difficile da accettare da parte di un soggetto condizionato sin dalla nascita dalla cultura cattolica. Se potete, abbandonate momentaneamente le vostre convinzioni io cercherò di essere chiaro.
Il nostro IO profondo è “contenuto” in una sorta di involucro, l’anima appunto. E l’anima è trattenuta fortemente “dal corpo”. Ora, il fatto di perdere (momentaneamente) questo forte legame con il corpo fisico,  permette al soggetto di vedere (o di sentire, percepire) la realtà in modo da distinguere ciò che é fondamentale, ciò che sta a fondamento della vita. Una realtà molto più vicina alla dimensione di Natura, cioè la dimensione di “tutto il Sistema”. Ossia la dimensione che esprime le regole fisiche che “realmente” governano ogni cosa.

Ora tornando ad argomenti meno esoterici, ci si dovrebbe chiedere (e qui arriviamo al punto centrale della questione): ma dopo un esperienza del genere cosa accadeva nel soggetto?
La risposta qui è molto semplice: si manifestava un crollo dei valori sociali riconosciuti assoluto.
I punti di riferimento culturali “vigenti” non valevano più nulla, niente di niente!
Il lavoro, il denaro, l’auto, i gioielli, la casa, la stabilità, la continuità, la politica, le regole in generale (le regole della società, ma in particolare ogni tipo di regola, quelle musicali, quelle artistiche, quelle architettoniche, quelle famigliari, quelle agricole, tutto veniva spazzato via o nella migliore delle ipotesi ripensato.
Bene, E secondo voi coloro che stavano “dall’altra” parte, gli “anziani”, chi teneva le redini del sistema come avrà vissuto tutto ciò?
Basta lavoro, basta finanza, basta capitalismo. Nuove regole basate sulla condivisione dei saperi, sul reciproco amore e rispetto, su di un diverso uso del corpo, della propria fisicità e sessualità. Nuove regole in ogni ambito dello scibile umano.
Secondo voi, al dilagare del fenomeno, (che ormai interessava milioni di individui in tutto il mondo, dove gran parte delle radio erano in mano a questi “figli dei fiori”) “gli anziani” avrebbero permesso che “questi giovani” proseguissero indisturbati nella direzione intrapresa o sempre “loro” (gli anziani) avrebbero smosso mari e monti per impedirlo?

Ecco, giusto la seconda.

Ed ecco intervenire i mass media al soldo del potere economico e politico, le associazioni catto-economiche, e poi la repressione militare, i divieti, le sanzioni, le pene detentive. Il denaro che compra ogni cosa, i sogni dei ragazzi pure. E in breve tempo la società (economica) si ricompose e si riappropriò (volenti o dolenti) del senso del giusto, della legalità, della famiglia, del lavoro, del mondo e …dell’universo!

IL PRESENTE

Musica scelta dalle case discografiche che progettano e costruiscono “artisti” su misura per le nostre esigenze. “Artisti” mai volgari, mai irrispettosi della morale comune, mai in antitesi o mai realmente in antitesi alle regole sociali vigenti. Supermercati pieni di merendine venefiche (per non dire peggio), polli pieni di antibiotici e allevati in condizioni difficili da immaginare a chiunque, mari e oceani pieni di plastica, ghiacciai di cui tra pochi anni non resterà che vago ricordo. Smartphone e intelligenza artificiale per farci smettere di pensare, di desiderare e di sognare.

E tutto questo per cosa? Per produrre esseri infelici e dunque bisognosi, trasformati dai social network in automi per lo shopping online compulsivo.
Tutto questo, per il denaro e per il potere economico. Per le regole, la sicurezza sulle strade e per il “posto fisso”. Per le bombe e la prevedibilità dei mercati!

Per tutto ciò che venne inutilmente contestato all’allora società contemporanea dai “tossicomani dell’LSD” nei lontani anni 60.

Ne abbiamo fatta di strada da allora, vero?

IL FUTURO

E vengo in un certo qual modo alla ragione che ha mosso la mia penna elettronica verso questo scritto.

Nella gioventù di allora, magari anche senza una affinata e precisa idea di ciò che realmente avrebbe comportato proseguire verso l’unica direzione imposta dal “sistema”, l’idea di un pericolo incombente era ben chiara.
L’idea che proseguire verso quella rotta avrebbe comportato dei problemi, dei grossi problemi, in quei giovani c’era ed era ben presente!

Non immaginavano di certo però che l’annichilimento del loro tentativo di cambiare le regole avrebbe comportato una catastrofe. L’assoluto trionfo del sistema sta portando e forse ha già portato alla fine di questa società.
Oggi, per quanto tutti noi rifiutiamo coscientemente di ammettere tale eventualità, sappiamo in cuor nostro di essere arrivati al capolinea. Abbiamo perso una grande occasione, quella di ritrovare la nostra umanità smarrita e con questa cambiare il mondo.

Abbiamo “perso il treno” e quello era davvero l’ultimo!

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