IL DIAVOLO, LE SUE PENTOLE, I SUOI COPERCHI E I NOSTRI AROMI [LEGGE DI COERENZA]
Una domanda fondamentale che l’individuo “appena cosciente” dovrebbe porsi è:
in quale “ambiente” o meglio ancora, tipo di “architettura sociale” mi ritrovo?
La risposta a questa domanda, dovrebbe mettere il soggetto nelle condizioni di comprendere come operano i meccanismi di azione del suo (più o meno ampio) “Sistema Sociale”.
Ma, cos’è per noi un “Sistema Sociale”?
Si tratta di “quell’ambiente esterno” (e interno per eventuale adozione), all’individuo, in cui l’individuo stesso opera, si relaziona con i suoi simili, sperimentando se stesso, le cose e gli altri e lo fa attraverso regole scritte e non scritte, convezioni sociali, leggi e norme vigenti di quel dato luogo fisico, dove questo possa essere l’intero pianeta, oppure la piccola tribù.
Dunque, appena esco di casa (anche virtualmente, navigando il web per intenderci), mi trovo in questo contesto “invisibile” a cui io mi dovrei assoggettare formalmente e sostanzialmente.
Se diversamente non intendessi assoggettarmi a tali regole, potrei incorrere in sanzioni, punizioni o ritorsioni varie come esclusione dal mio gruppo delle mie conoscenze, ripudiato dalla mia famiglia, allontanato da parte del/la mio/a compagno/a, licenziamento, scomunica, incarcerazione, morte o altro.
Ho usato il condizionale (potrei), perché tali eventi sono appunto eventualità e non certezze. Le conseguenze dipendono da come e quanto io rifiuti di adeguarmi a tali regole.
All’interno di ogni Sistema Sociale esistono diverse tipologie di regole e ognuna con diversi “gradi di importanza”.
Per esempio arrecare danno a una persona può comportare la prigione e a certi livelli l’ergastolo, mangiare con le mani in una cena aziendale, potrebbe al massimo portare a un licenziamento.
Ecco, se questo genere di regole (la prima scritta, la seconda non scritta) possono sembrare ovvie, esistono invece numerose regole, anche scritte (anche leggi e norme vere e proprie) che restano per cosi dire “sotto traccia” fino al punto di rendersi propriamente invisibili alla maggior parte dei cittadini di quella stessa “Architettura Sociale”.
Esistono infatti norme che ignoriamo (o che sottovalutiamo) totalmente che se osservate con attenzione, descrivono con molta chiarezza i “contorni e la natura” di quel dato “Sistema Sociale”.
Ci tengo a precisare che con l’espressione “osservare con attenzione” intendo indicando quel tipo di sguardo di natura più “spirituale” che specialistica. Infatti le stesse norme, anche se imparate a memoria, mai potrebbero fornire al burocrate la facoltà di comprendere la “forma di quella data Architettura Sociale” in cui egli vive. Differentemente, allo sguardo della persona che riesce a vedere oltre se stessa e in grado di osservare la stessa circostanza da una visuale d’insieme (=attributo spirituale; vogliamo parlare del concetto di specializzazione?…), tali regole possono far comprendere forma e sostanza della prigione in cui essa stessa opera.
Questo principio si applica a tutto il “Mondo Naturale” e noi facendone parte a pieno titolo non ne siamo esenti.
Infatti realizziamo composti chimici pericolosi, infrastrutture, strumenti tecnologici, etc, etc. che accompagniamo da specifici avvisi, più o meno visibili, più o meno comprensibili. Al pari di sopra, noi tutti siamo nella condizione di poter ignorare tali avvisi anche quando questo potrebbe arrecarci grave danno. La scelta infatti è nostra.
Dunque ricapitolando, esiste un principio comune, ed è un principio cosmico o divino che dir si voglia, volto a mettere ogni soggetto pensante (e l’umano non è l’unico) nella condizione di operare delle scelte “In Coerenza”.
Questo “Principio” è forte e imperativo, al punto che tutte le diverse forme di vita vi si debbono adeguare, nelle diverse forme e nelle diverse misure.
Possiamo parlare di una vera e propria “forza” che agisce in tale direzione.
Questa forza è così potente che nulla vi si può sottrarre, nemmeno quelle forze che Rudolf Steiner definiva con l’appellativo di “Arimaniche“.
Lo ribadisco per essere più chiaro: nemmeno le forze cosiddette “sataniche” vi si possono opporre.
Varrebbe la pena, arrivati a questo punto, di aprire una parentesi per comprendere le ragioni dell’importanza di tali forze.
Ciò infatti diventa comprensibile quando ci sia chiaro il senso e la ragione della nostra esistenza (tante cose diventano comprensibili appena comprendiamo il senso della nostra esistenza, diventa chiaro altresì la ragione per cui “il sistema” operi affinché queste ragioni mai affiorino…).
Ma, orbene e di grazia, quale sarebbe la ragione del nostro esistere?
È presto detto: la ragione del nostro esistere è sostanzialmente quella di produrre “esperienze di senso”.
Ma per poter produrre esperienze di senso io umano necessito di un’ambiente significante, dove la mia azione possa produrre risultati sostanzialmente coerenti e congrui.
Se infatti (per assurdo) ogni volta che portassi alla bocca uno stesso alimento questo variasse continuamente di sapore, io non potrei formarmi un idea coerente su quella data sostanza/alimento.
Se il mio tavolo o il mio letto cambiasse forma ogni giorno e ogni notte (ciò che avviene in realtà su altri piani fisici), io non potrei formarmi un idea coerente e congrua su quel dato oggetto e/o materiale, circostanza.
Ancora, se tutto intorno a me non conservasse la sua forma e le sue caratteristiche, io non potrei formarmi un’idea sulle cose, sulle persone, su niente altro che mi circondi, arrivando a non poter sviluppare una mia personale e precisa idea dell’esistente.
Se io non sono in grado di formarmi un’idea dell’esistente non sarei poi nemmeno in grado di porre in essere alcuna riflessione strutturata, non potendo nemmeno operare alcuna azione di messa in discussione di tale idea.
In siffatto ambiente semplicemente non vi sarebbe alcuna dinamica cognitiva-evolutiva. Esisterei per il piacere (o per il dolore) di esistere, in un ambiente fine a se stesso.
Di nuovo, se tutto intorno a me cambia e lo fa senza una logica, io mi potrei formare dentro di me unicamente l’idea che tutto è instabile e privo di senso compiuto. Inoltre non avrei nessun motivo di mettere in discussione qualcosa che semplicemente non è o che mai mantiene la sue caratteristiche, o per meglio dire, la Sua Coerenza svanirebbe e con essa il presupposto di relazione logica con tutto ciò che mi circonda. Un bel problema, no?
È in definitiva il passaggio continuo tra “scelte scorrette” e “scelte corrette” (si potrebbe anche dire “scelte più o meno vantaggiose”) a permetterci di comprendere l’Esistente.
Se ogni scelta presupponesse unicamente possibilità sbagliate o al contrario solamente possibilità corrette, quale tipo di esperienza, e dunque di idea dell’Esistente, potremmo mai formare dentro di noi?
È dunque questo continuo oscillare, alla ricerca di un punto ben preciso, che forma (anche solo momentaneamente) la nostra idea “dell’insieme”.
Dunque, tornando all’argomento di partenza, se nel Sistema vengono previsti e forniti degli “indicatori” questi diventeranno gli elementi indispensabili affinché questo processo “di Coerenza”si compia e si articoli.
Privare le forme di vita di tali informazioni equivale a compromettere irrimediabilmente questo processo di “relazione per la comprensione” specifico del nostro “ambiente esperienziale” (stiamo parlando di Regole Universali).
Questa in sostanza è la ragione che vede in questa sorta di comunicazione (che potremmo umanamente definire anche “avvertimento”) uno di quegli aspetti o leggi fondamentali a cui nessuna “forza” (uso il termine di “forza” per rendere umanamente più comprensibile il concetto) può sottrarvisi.
E dunque, ancora, se nessuna forza vi si può sottrarre, da ciò ne consegue che nemmeno le forze più “oscure” (sempre umanamente parlando) la potranno eludere.
Ecco dunque, che tale principio lo ritroviamo imprescindibilmente sotto forma di costante anche in quegli ambienti che più di tutti agiscono contrariamente al “bene comune”, e qui potremmo riferirci per semplicità a quelle forze che conosciamo con il termine di “arimaniche” o più semplicemente “sataniche”.
Le leggi umane, o per meglio dire “le leggi dei potenti” (esiste qualcosa di più arimanico?..) operano anch’esse su questo piano, essendo queste concepite non per aiutare e costruire ma per disgregare e distruggere, la loro applicazione dovrà necessariamente tener conto (assoggettandosi) di questo aspetto, di questa “Natura”, arrivando infine a modellare di fatto un’architettura sociale tramite informazioni sibilline ed equivoche, di difficile comprensione, di difficile fruibilità e spesso, molto spesso, “umanamente” crudeli.
Ecco che per calare nel quotidiano quanto appena affermato, possiamo accennare a degli esempi, uno tra i tanti, il modo con cui queste norme vengono utilizzate nell’industria farmaceutica (che a parte rarissime eccezioni, ricade nella sfera d’azione appena sopra citata), quando nei propri ingredienti riporta la dicitura “aromi” (e non invece “aroma sintetico”, cercate in rete cos’è un aroma sintetico e quali sono gli effetti sulla salute negli organismi viventi).
Questa particolare informazione vi sta comunicando (avvisando) che giunti a tal punto serve fermarsi e da quel punto iniziare un processo di analisi e di riflessione. Ovviamente voi siete liberi di farlo come di ignorare tale “avviso/informazione”, nell’ottica Universale che prevede siano sempre a capo del soggetto decidente, le conseguenze del caso, dunque discendenti dalla propria scelta.
Perché infatti l’azienda, normativamente parlando, è obbligata a riportare la dicitura “aromi” e non invece l’equivalente dicitura “aromi artificiali”? Per il semplice (ma in realtà molto ragionato) motivo di non ingenerare la nella persona (il consumatore?) sentimenti di rifiuto nei confronti di tale prodotto. Al contempo un’informazione l’azienda la deve fornire, l’informazione “aromi” è un’informazione “pesante” per chi sa coglierne il senso più ampio e profondo, diverso infatti sarebbe scrivere “aromi sintetici” e altrettanto diverso riportare la dicitura “aromi naturali”, entrambe informazioni chiare e comprensibili, che permetterebbero alla persona di operare appunto scelte più facili e più chiare. Ma l’attuale sistema sociale, non risponde all’esigenza di creare un’ambiente armonioso e costruttivo, al contrario opera per portare divisione e oppressione e come tale non avrebbe alcun interesse nel creare leggi e/o norme chiare e di facile comprensione, ecco la ragione per cui si limita a una dicitura generica ed equivoca. La cosa importante da osservare è che “nonostante tutto” non può sottrarsi dal comunicarlo (il diavolo fa le pentole ma non i coperchi…).
Ed è proprio questo “non potersi sottrarre dal comunicarlo” che nella persona “illuminata” deve divenire “costante di informazione occulta” a cui riferirsi sempre, per estendere la propria visuale e comprendere la “vigente architettura sociale”. Questo atteggiamento è molto importante, ma molto difficile da mettere in essere. Il meccanismo dovrebbe funzionare in voi in questo modo: avvertite sotto forma di una sorta di intuizione, un senso di pericolo, a quel punto vi fermate, analizzate (ascoltandovi) da dove proviene questo sentimento, dopodichè, una volta individuato, agite nella direzione di recuperare le corrette informazioni riguardo a tale elemento, e agite coerentemente (e correttamente).
Come ho già detto stiamo parlando di un tipo di informazione che oggettivamente non va nella direzione di “aiutare e facilitare” il soggetto nelle sue scelte, ma piuttosto di una sorta di “manleva luciferina” posta quasi in ossequio a una legge più alta, molto più alta, alla quale nessuno, nemmeno “Belzebù” può sottrarvisi.
Ancora, se la stessa azienda farmaceutica, vi riporta tra gli ingredienti “biossido di silicio” (andate a vedervi perché l’Efsa, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ha cambiato posizione: https://ilsalvagente.it/2023/03/21/quali-sono-le-controindicazione-dellutilizzo-di-biossido-di-silicio/), sarete ancora voi a dover comprendere se tale ingrediente può cagionare danno o meno alla vostra salute. Come a dire: “noi lo avevamo scritto, e siamo nel pieno rispetto della legge, se voi non avete dedicato nemmeno dieci minuti della vostra vita per reperire le corrette informazioni, il problema ora riguarda solo voi”.
Ovviamente non è un avviso scritto a chiare lettere, si tratta di un’informazione opaca, che come detto sopra, deve arrivare alla parte più sensibile del vostro essere e da questa innescare un processo di approfondimento e di ricerca personale.
Il serpente corallo non gira con un cartellino “attenzione, un mio solo morso può esservi fatale!”, ma si dota di una particolare livrea che “non trasmette parole ma sensazioni“.
Voi provate sensazioni “autentiche” (in un centro commerciale mentre osservate con ammirazione l’ultimo capo di Fendi, proverete delle sensazioni, ecco non sto parlando di questo tipo di sensazioni!) quanto più riuscirete a mantenervi in contatto con Madre Natura. Queste “sensazioni” vi stanno fornendo informazioni precise, su ciò che per voi in quel momento è più o meno vantaggioso. Poi voi opererete delle scelte e queste scelte produrranno degli effetti, tutto qua..
Volete altri esempi? Vogliamo parlare dei “cookies” dei siti internet?
Come sopra, per la maggior parte delle persone servirà applicarsi con energia e impegno per capire, primo cosa sono, secondo quanto siano pericolosi (si potrebbe dire in tono scherzoso ma non troppo, che raccolgono informazioni sulla nostra anima), terzo come superarli.
Anche in questo caso, il legislatore non prevede un cartello a chiare lettere che riporti la pericolosità di tale strumento e nemmeno norme che ne limitino l’uso, tutto viene invece demandato alle facoltà cognitive del soggetto fruitore. Ancora come a dire: “io istituzione, ti sto avvisando che qualcosa di poco chiaro sta avvenendo sotto di te, ora è compito tuo usare queste informazioni a tuo vantaggio oppure ignorarle, a te la scelta”.
In Natura, le zanzare quando pungono lasciano un fastidioso prurito? E se pungessero senza lasciare prurito? Ovviamente è l’interazione tra il sistema metabolico umano e la risposta di questo con la sostanza iniettata che genera tale sensazione. La cosa rilevante (su cui riflettere) è che vi è un segnale, un avvertimento, questo “avvertimento” io lo posso impiegare per comporre delle azioni, per operare delle scelte.
I colori caratteristici della vespa o del calabrone o di particolari serpenti velenosi e la colorazione di alcuni funghi velenosi, cosa ci stanno comunicando? Per farla semplice, hanno lo scopo di avvisarci di un pericolo, sarà poi nostra cura utilizzare queste informazioni al meglio.
Come a dire, io Creatore, ho fatto in modo di porre in essere alcune regole, queste regole sono presenti, si realizzano in Natura, ma non vogliono né debbono essere invasive o lesive di quella, pur minima ma importantissima, parte del tuo Libero Arbitrio, ossia non ti devono mai porre in una condizione di paura delle mie leggi (questo solo l’uomo può farlo), tale da impedire una tua scelta che intendesse porsi contrariamente alle mie “aspettative” (il termine non è del tutto corretto nel suo significato, ma al momento non saprei quale altro usarne per definire un senso simile). Ciò allo scopo che tu essere umano non sviluppi un eccessivo timore nei confronti della condizione esperienziale in cui ti trovi, ma anche (e soprattutto) perché tu essere umano possa imparare a relazionarti correttamente con l’Esistente, ossia possa anche sbagliare liberamente ma poi attraverso l’uso delle tue facoltà mentali e spirituali infine imparare a operare scelte corrette (questo avviene anche e soprattutto, attraverso i diversi cicli delle reincarnazioni).
In conclusione, ho cercato di condensare in pochi concetti e altrettanti pochi esempi il fenomeno per ragioni di brevità, mi rendo conto che l’argomento non è affatto semplice e andrebbe svolto più compiutamente ma cercherò di farlo più avanti, in qualche successivo articolo, tempo permettendo, qui non mi posso dilungare oltremodo, il testo rischierebbe di divenire indigeribile (e forse lo è già).
Da notare altresì quanto e come le leggi (e le norme) assumano di fatto la funzione di condurre la collettività verso comportamenti voluti dal legislatore.
Pertanto da quanto la norma sia corretta e armoniosa e da quanto non lo sia, da quanto sia facilmente comprensibile e da quanto invece ostica e opaca, dipende di fatto gran parte del nostro modo di pensare e il conseguente comportamento individuale e collettivo.
Ancora una volta “la parola”, in questo caso scritta, plasma la forma dei nostri pensieri.